Cerca

ragazzalupoblog

Losing the light

Che cos’è la luce? Qualcosa che illumina la realtà? Che ci fa ritrovare la speranza?

E che cos’è la notte? Se non la quiete per ritrovarsi?

Il mio ultimo video qui:

Losing the light

Polvere di stelle

Polvere di stelle,

sulla pelle.

Le bocche aggrappate

ad incastri seminudi nella nudità del buio.

I silenzi nervosi.

I misteri da accendere,

come i falò su spiagge sconosciute.

Le maree lontane.

I fantasmi tra le tende,

in un’estate calma e placida,

sul cemento solitario,

caldo agosto.

Milano e tutte le sue strade,

come la prima notte.

 

Non c’è scusa migliore.

Tocca il tuo destino,

respirando lentamente.

Tutto si muove velocemente più in fretta dei tuoi stessi passi.

Non lasciare che tutto scivoli via,

tra i rifiuti di cuori ammaccati.

Lascia che la gioia per una volta scorri nelle tue vene,

lascia le urla fuori dal quadrato dei tuoi pensieri.

Sollevati fino a toccare il soffitto,

fino a farlo esplodere.

Guida tutte le parole verso un foglio e fallo a pezzi.

Non c’è cura migliore.

Quando tutto ti sembra che stia impazzendo,

come il mondo,

tu sarai il primo a uscirne.

Lascia che sia la felicità,

a colpirti in faccia come un’onda di dieci metri.

Non c’è scusa migliore.

hqdefault.jpg

 

Sopra la pianura.

Le corsie dipinte di panico,

i mozziconi dimenticati,

le auto veloci,

le luci elettriche,

la musica nella piazza piccola,

il ghiaccio dei cocktail,

i corridoi troppi piccoli,

gli antidolorifici come salvagenti,

il sole troppo forte,

la pelle rossa come l’alba,

gli orgasmi alle pareti,

le correnti da affogarci dentro,

la gravità da cercare ancora,

la follia dell’ultima danza,

l’imbrunire del cielo sopra la pianura.

Arresto cardiaco

Arresto cardiaco nel luminoso – lucente verde – blu.

Arresto cardiaco prima di collassare definitivamente tra le sue braccia.

I battiti si rovesciano nella profondità dei suoi occhi tigrati verde – marrone.

Cado nel libero vortice dei suoi baci che si incollano furiosamente sulla mia pelle umida.

Vorticosamente precipito.

Ed è tutto chiaro,

il suo amore,

si propaga nel caldo rosso – fuoco della stanza.

Rimango ad ascoltare i suoi battiti muoversi sopra di me.

Non posso evitarlo,

è come la miglior droga che io abbia mai avuto.

Nel silenzio della notte,

assumo la miglior dose.

Qualche grammo di gravità,

prima di addormentarmi sopra il suo braccio,

morbido come il suo respiro su di me.

Se vorrai ancora.

Quante strade, quanti ponti, quanti confini da scavalcare, quante risate, quanti punti interrogativi da schivare, quante stelle da cercare tra i palazzi troppi alti.

Quanti fantasmi da scacciare nell’ombra,

quante maschere da gettare a terra,

quante tempeste da attraversare insieme,

quanti prati su cui sporcarsi ancora,

quanto tempo da perdere insieme,

quante storie da fotografare lungo i binari di stazioni troppe piccole,

quanti occhi da incrociare senza un motivo,

quanta voglia di ritrovarsi dopo una pessima giornata.

Quanti vuoti da riempire,

se vorrai ancora.

 

gallery_4a12eab5962a8_treno7 2.jpg

 

 

Una sconsiderata felicità

Ci perdiamo tra le luci e i palloncini appesi ai soffitti troppi alti.

Corriamo tra il gelo e la nebbia,

tra strade sconosciute e animali notturni.

Inaliamo l’ultimo respiro di libertà,

rubando il sorriso all’alba.

E ancora per una volta affoghiamo in questa sconsiderata felicità.

getmedia.jpeg

Arrival sì. Fotografia da rifarsi gli occhi.

Mentre scrivo accendo Spotify e devo proprio dirvelo che il nuovo album dei The XX è davvero una bomba, in particolare il singolo On Hold.

Ma torniamo a noi.

In una fredda serata di gennaio sono riuscita a rimettere piede al cinema. 

Incuriosita dal trailer sono andata a vedere “Arrival” di Denis Villeneuve; parto subito con fare un mea culpa, non avevo visto ancora niente della sua filmografia prima di quella gelida notte milanese.

Ma parliamo un po’ del film.

Ora, negli ultimi anni la cara macchina da guerra Hollywoodiana ha sfornato film di fantascienza interessanti come Gravity, The Martian e Interstellar, però tutti e i tre film hanno una cosa in comune: lo Spazio.

Voi direte ma va?

Ovvio prendete un film di fantascienza ci buttate dentro delle belle riprese del misterioso spazio e il gioco è fatto.

“Arrival” no.

Le vicende sono tutte qui, da noi, sulla Terra.

Dunque a sto punto uno si immagina un bel film apocalittico alla Independence Day.

E invece no!

Eccolo lì che “Arrival” ti sorprende!

Infatti il film è principalmente basato sull’ incomunicabilità tra essere umani e alieni, ma questa non è la sola cosa figa del film.

E’ no, Villeneuve ci porta, con una dose ben calibrata di ansia che non fa mai male, dentro “il passato” della protagonista e delle sue angosce, ingannando lo spettatore per poi spiazzarlo sul finale.

A mio modesto parere non è un finale scontato o assurdo come quello di Interstellar.

No, perché la trama del film ti lascia con quel dubbio, che a volte ti annienta.

Ma non vi voglio spoilerare ulteriormente.

Da fare da contorno a questa storia apparentemente semplice c’è lei: la fotografia.

Un signor contorno, da rifarsi gli occhi.

Dunque se dovessi dare un voto al film? 8.

Consigliato? Di più.

Non sono arrivati solo gli alieni, è arrivato il Cinema finalmente al cinema.

Ora non rimane che aspettare il sequel di Blade Runner, sempre firmato Denis Villeneuve.

Tornando alla musica: il singolo Say Something Love degli XX spacca davvero.

Piccolo consiglio: ascoltate il loro ultimo album, perchè è dolcemente intriso di una bellezza disarmante.

Alla prossima!

arrival_EMBARGOED_UNTIL_AUG_13__USE_FOR_PROGRAMME_BOOK_ONLY.JPG

Hai rapito il mio cuore e non lo sai.

Hai rapito me,

e tutto il mio casino,

che ora non so più dove sia.

Tra i cieli armati di tramonti bellissimi,

mi ero persa.

E poi?

Sono rimasta così.

Senza nulla da dire.

Ora non so più dove sia il mio casino interno.

Tra le tue braccia,

se ne va via tutto quanto.

Abbraccio-coppia2.jpg

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑