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ragazzalupoblog

Umani non umani

Residui di cuori martellano nella campagna assassina.

Occhi in fuga.

Brandelli di carne insanguinano il cielo.

La terra cola a picco

in un vortice di sangue.

Impronte innocenti.

Vite spezzate inutilmente.

Umani non umani.

E niente più.

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Lo strappo.

C’è uno squarcio in ognuno di noi.

È come strappo che non se ne va.

C’è uno squarcio nel tempo e nello spazio dove sentirsi soli o confusi.

C’è uno spazio infinito dove perdersi senza toccare il fondo.

E poi c è uno spazio che è così stretto impercettibile ai nostri occhi che si fonde con il nostro sangue e arriva dritto al cuore.

Quello è lo spazio dove creare ciò che siamo e ciò che ci spinge sempre più in alto.

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500 Km di “mi manchi”

500 km di “mi manchi” scritti di corsa sui treni affollati.

500 km di “ti penso” anche in questa notte gelida,

quando la sbronza è passata.

500 km di sorrisi nascosti dietro uno schermo luminoso e mezzo rotto.

500 km di “ti amo” anche oggi,

prepotentemente senza paura alcuna.

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Potremmo tornare a giocare

Potremmo tornare a giocare

e rincorrerci in mezzo alla strada illuminata dai riflessi delle pozzanghere colorate.

Potremmo ascoltare il canto della pioggia,

che ci cade sopra senza fine.

Avvicinarci un poco,

senza farci male,

come la prima sera.

Perderci sotto la tempesta violenta dei nostri baci,

e dimenticare i nostri nomi,

ma galleggiare solamente,

liberi senza pensieri.

Potremmo addormentarci

in mezzo all’aperto,

con tutto il frastuono dell’alba.

E chiudere gli occhi come non abbiamo fatto mai.

Sir Galahad

Sono solo parole.

Il mondo è devastato da tutto ciò che noi chiamiamo parole.

Le parole ci sfuggono come lacrime al vento,

come gocce di pioggia nei giardini vuoti.

Le parole cattive che feriscono,

le parole buone che rassicurano,

le parole sagge che suggeriscono,

le parole che tacciono,

che sanno ascoltare.

Al prossimo capoverso non ci sarà più una parola, perché aspetterò la tua. Per sempre.

 

parole

Losing the light

Che cos’è la luce? Qualcosa che illumina la realtà? Che ci fa ritrovare la speranza?

E che cos’è la notte? Se non la quiete per ritrovarsi?

Il mio ultimo video qui:

Losing the light

Polvere di stelle

Polvere di stelle,

sulla pelle.

Le bocche aggrappate

ad incastri seminudi nella nudità del buio.

I silenzi nervosi.

I misteri da accendere,

come i falò su spiagge sconosciute.

Le maree lontane.

I fantasmi tra le tende,

in un’estate calma e placida,

sul cemento solitario,

caldo agosto.

Milano e tutte le sue strade,

come la prima notte.

 

Non c’è scusa migliore.

Tocca il tuo destino,

respirando lentamente.

Tutto si muove velocemente più in fretta dei tuoi stessi passi.

Non lasciare che tutto scivoli via,

tra i rifiuti di cuori ammaccati.

Lascia che la gioia per una volta scorri nelle tue vene,

lascia le urla fuori dal quadrato dei tuoi pensieri.

Sollevati fino a toccare il soffitto,

fino a farlo esplodere.

Guida tutte le parole verso un foglio e fallo a pezzi.

Non c’è cura migliore.

Quando tutto ti sembra che stia impazzendo,

come il mondo,

tu sarai il primo a uscirne.

Lascia che sia la felicità,

a colpirti in faccia come un’onda di dieci metri.

Non c’è scusa migliore.

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Sopra la pianura.

Le corsie dipinte di panico,

i mozziconi dimenticati,

le auto veloci,

le luci elettriche,

la musica nella piazza piccola,

il ghiaccio dei cocktail,

i corridoi troppi piccoli,

gli antidolorifici come salvagenti,

il sole troppo forte,

la pelle rossa come l’alba,

gli orgasmi alle pareti,

le correnti da affogarci dentro,

la gravità da cercare ancora,

la follia dell’ultima danza,

l’imbrunire del cielo sopra la pianura.

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